Certificazione Energetica Modena - Ape classe energetica

Il nostro accredito Regionale è il n. 07273

Il Comune e la Provincia di Modena hanno già da tempo avviato il processo di Agenda 21 Locale,strumento indispensabile per consentire la partecipazione dell’intera collettività modenese alle trasformazioni e per orientare il sistema economico, culturale e sociale verso lo sviluppo
sostenibile.
Sono stati raggiunti alcuni importanti obiettivi come la condivisione dei principi fondamentali per orientare lo sviluppo del territorio modenese, l’individuazione dei necessari indicatori per monitorare il cambiamento e le capacità di attuazione delle nuove politiche sostenibili.
La Provincia di Modena ha aderito nel 1996 alla Carta di Aalborg e nel 1997 al Piano di Lisbona.
Per ottemperare a tali impegni e per attivare un processo di partecipazione e di condivisione dell’azione ambientale locale, la Provincia di Modena ha deliberato il 5 giugno 1997, in occasione della Giornata mondiale per l’ambiente, la costituzione - insieme al Comune di Modena - del Forum
Ambiente - Sviluppo Sostenibile. Hanno partecipato al Forum le organizzazioni rappresentative delle attività economiche e sindacali, dei cittadini e delle ONG, degli ordini professionali e degli organi di informazione, nonché altri livelli di governo ed istituzioni locali. Il Forum, quale sede privilegiata per la discussione e il confronto tra gli attori sociali, economici ed istituzionali del territorio modenese, ha individuato e svolto le funzioni di analisi relative allo stato dell’ambiente
locale e alle politiche in atto, la consultazione nell’elaborazione degli strumenti di pianificazione territoriale, la proposta di definizione di politiche condivise e individuazione di azioni comuni per formare il Piano di azione ambientale e di sviluppo sostenibile.
Il Comune di Modena ha già avviato alcuni progetti sperimentali, importanti sia per i contenuti specifici sia per i risvolti promozionali, come ad esempio il progetto “Sperimentazione di nuovi strumenti per l’applicazione delle energie pulite nell’edilizia residenziale pubblica”, ubicato nella
frazione di Cognento (MO)” che ha come obiettivo lo sviluppo e la sperimentazione di nuove modalità di formulazione e criteri di selezione delle diverse offerte nei bandi pubblici di
costruzione, associando ai tradizionali criteri di economicità gli aspetti qualitativi riferiti all'impiantistica e all'efficienza energetica. Il progetto vuole essere un esempio pilota e contribuire all'innovazione nella progettazione urbanistica per una cultura sostenibile. In esso sono contenuti
numerosi riferimenti alla “Agenda XXI Locale (azioni del “Piano d’Indirizzo del FORUM AMBIENTE”), infatti, il tentativo é quello di un approccio complessivo, il più possibile vicino ad
una metodologia di bilancio territoriale e ambientale: “l’approccio per reti (mobilità, energia, acqua) e la città sostenibile”. Inoltre, la valutazione dei fattori che concorrono a costruire il grado di sensibilità, la percezione ambientale e la promozione di comportamenti pro-ambiente e di 25
Comune di Modena – Settore Ambiente
Piano Energetico Comunale Marzo 2007
partecipazione: “la percezione delle problematiche ambientali degli individui, i legami delle medesime con gli aspetti socio-economici della sostenibilità, lo scambio di informazioni fra gli
operatori istituzionali che abbiano quest’ultima come obiettivo”. In sintesi, le caratteristiche ecosostenibili del nuovo quartiere saranno relative a:
• l’impianto urbanistico viario: razionalizzazione della mobilità;
• l’impatto ambientale degli edifici: uso di materiali ecologici e risparmio energetico;
• il risparmio della risorsa idrica: realizzazione di un “impianto di fitodepurazione integrata”;
• la tutela dal rumore.
Inoltre, gli studi compiuti dal Comune di Modena hanno cercato di individuare la maggior parte delle tecnologie e delle misure che attualmente vengono proposte per razionalizzare l’uso dell’energia. Sinteticamente, è possibile indicare che l’industria dovrà sviluppare processi che utilizzino meno energia e migliorino l’efficienza di conversione, oltre al riciclo dei materiali di scarto e la loro sostituzione con altri che producono meno CO2. Il settore dei trasporti, pubblico o privato, di persone e merci, oltre a promuovere l'impiego di veicoli meno inquinanti, necessita di una pianificazione ottimale dell’uso del territorio, dei sistemi di trasporto, della mobilità e dei
sistemi di vita. Nell’edilizia commerciale e residenziale, invece, la migliore prestazione energetica degli edifici è perseguibile attraverso una coibentazione più efficace, una maggiore efficienza degli impianti di climatizzazione e la riduzione sia degli “usi elettrici non obbligati” (riscaldamento, acqua calda, cottura) sia negli apparecchi ricollegati ai cosiddetti “usi elettrici obbligati” (illuminazione, condizionamento, elettrodomestici).
Inoltre, svolgono un ruolo di rilevante importanza la definizione dei cosiddetti standard di efficienza minima, come ad esempio i limiti di rendimento minimo imposti per la commercializzazione e la gestione degli apparecchi e degli impianti di riscaldamento invernale, definiti dal Dpr 412/93. L'esperienza del Comune di Modena in ottemperanza al Dpr 412/93, attivata nella sua seconda fase nel luglio 2004, sta ottenendo un riscontro positivo e ha innescato importanti risvolti. Infatti, oltre a responsabilizzare molti utenti sull'uso corretto del proprio generatore di calore e sulla necessità di far eseguire le manutenzioni periodiche, proprio l'aumento del rendimento degli impianti termici ha comportato un ulteriore risparmio nei consumi di gas metano. Il minore consumo ha comportato un buon risparmio di CO2.

Il Comune di Modena, inoltre, si propone attivamente per lo sviluppo del mercato delle energie rinnovabili, della cogenerazione e del teleriscaldamento urbano, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2010 una riduzione dell’1% nelle emissioni dei gas serra rispetto al valore del 1990: l’obiettivo deve essere considerato estremamente ambizioso e tale da richiedere scelte fondamentali in termini di cambiamento dei modelli di vita della società modenese.
Le strategie per conseguire un simile traguardo passano inevitabilmente attraverso la diminuzione della richiesta di energia da parte degli utenti a parità di funzione/servizio fruito e attraverso la diminuzione delle emissioni specifiche di CO2 da parte del sistema a parità di funzione/servizio
messo a disposizione.
La diminuzione della richiesta di energia è conseguibile, nello specifico, attraverso il risparmio energetico nella climatizzazione estiva-invernale, negli usi finali elettrici e nella riduzione dei consumi degli autoveicoli. La diminuzione delle emissioni di CO2 è ottenibile attraverso la produzione di energia e/o servizi mediante tecnologie e sistemi alternativi a minore impatto sull’ambiente, come lo sfruttamento delle energie rinnovabili, l'incremento dell’uso del trasporto urbano collettivo, la riduzione delle emissioni degli autoveicoli, la riduzione delle emissioni associate al sistema di raccolta e smaltimento RSU, la promozione degli impianti di cogenerazione,la limitazione delle emissioni di gas climalteranti e l'estensione dell'utilizzo del Teleriscaldamento e del Teleraffrescamento.

Come previsto dalla legge regionale n. 26 del 23 dicembre 2004 e in attuazione della direttiva comunitaria 2002/91/CE, la Regione Emilia-Romagna si è dotata di un sistema regionale di certificazione energetica degli edifici, operativo dal 1° gennaio 2009. Recentemente, con la legge regionale n. 7 del 27 giugno 2014 (Legge regionale comunitaria 2014), l’Assemblea legislativa regionale ha provveduto a modificare la legge 26/2004, in recepimento della direttiva comunitaria  2010/31/UE intervenuta nel frattempo in materia.

 

 

In seguito all’approvazione della delibera di Giunta regionale n. 1275 del 7 settembre 2015 Approvazione delle disposizioni regionali in materia di attestazione della prestazione energetica degli edifici (certificazione energetica), entrata in vigore il 1° ottobre 2015, il sistema regionale di attestazione della prestazione energetica degli edifici è stato completamente ridefinito in conformità alle nuove disposizioni nazionali (decreto legislativo del 19 agosto 2005 n. 192) e comunitarie.

 

 

In base a tali disposizioni, in Emilia Romagna è obbligatorio procedere alla attestazione della prestazione energetica (certificazione energetica Modena) nel caso di:

 

  • edifici di nuova costruzione, ivi compresi tutti i casi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti, o di edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti;

  • edifici esistenti, nel caso di vendita, di trasferimento a titolo gratuito o di nuova locazione, ove l'edificio o l’unità immobiliare non ne sia già dotato;

  • edifici utilizzati da pubbliche amministrazioni e aperti al pubblico con superficie utile totale superiore a 250 m2, ove l'edificio non ne sia già dotato.

L'Attestato di prestazione energetica (Ape) degli edifici deve essere predisposto e rilasciato da un soggetto certificatore accreditato dalla Regione. La procedura per l’accreditamento degli operatori (singoli tecnici o società) in possesso dei requisiti previsti dal decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013 n. 75 e interessati a svolgere l’attività di certificazione energetica degli edifici è svolta dall’Organismo regionale di accreditamento, le cui funzioni sono attualmente attribuite alla Società in-house Ervet Spa.

 

Contatti

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