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A partire dal 2033, gli edifici dovranno essere almeno in classe D per il decreto "case green"

Aggiornamento: 1 apr


Entro il 2030, gli edifici residenziali dovranno raggiungere la classe energetica E, mentre entro il 2033 dovranno arrivare alla classe D. Nel frattempo, a partire dal 2028, tutti i nuovi edifici costruiti dovranno essere a emissioni zero. Il Parlamento dell'Unione Europea ha dato il via libera a una nuova direttiva che mira a ottenere, entro il 2050, unicamente edifici a impatto zero. Tuttavia, il testo definitivo è ancora in fase di sviluppo, attraversando prima la fase del Trilogo, che rappresenta i negoziati tra il Parlamento, la Commissione e il Consiglio. Inoltre, ogni Paese dovrà successivamente adottare e implementare la direttiva nelle proprie leggi. Ecco quali sono le previsioni attuali e come ciò potrebbe influenzare la maggior parte degli edifici in Italia.


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A partire dal 2028, tutti i nuovi edifici in costruzione dovranno essere progettati per essere a emissioni zero. Inoltre, già dal 2026, questa regola si applicherà ai nuovi edifici utilizzati o gestiti dal settore pubblico, così come a quelli di proprietà di enti pubblici. A partire dal 2028, sarà obbligatorio che i nuovi edifici siano dotati di tecnologie solari, ma solo se ciò risulta tecnicamente funzionale ed economicamente fattibile.

Entro il 2032, i nuovi requisiti di riduzione delle emissioni dovranno essere rispettati anche dagli edifici residenziali già esistenti, ma solo se sono soggetti a importanti interventi di ristrutturazione.

Questa è la sostanza della recente Direttiva sul Rendimento Energetico degli Edifici (EPBD), che è stata da poco approvata dal Parlamento europeo. L'obiettivo principale è incrementare il tasso di ristrutturazione degli edifici che sono inefficienti dal punto di vista energetico, oltre a migliorare le informazioni disponibili sulle prestazioni energetiche degli edifici. Questa proposta introduce anche nuovi parametri per la classificazione delle prestazioni energetiche degli edifici, cercando di spingere verso una maggiore efficienza energetica a livello europeo.

La decisione su come attuare le nuove direttive e normative relative all'efficienza energetica degli edifici potrebbe essere lasciata alle autorità e alle istituzioni italiane. Questo significa che l'Italia avrà la responsabilità di implementare queste direttive e normative nel contesto nazionale, valutando caso per caso come applicarle a ciascun edificio.

L'adozione e l'implementazione delle direttive europee possono variare da paese a paese, poiché le specificità locali e le normative esistenti possono influenzare la strada scelta. In questo caso, sembra che l'Italia abbia il margine di decidere come attuare queste normative in base alle proprie esigenze e risorse.

Questa flessibilità permette all'Italia di considerare le condizioni specifiche degli edifici presenti nel paese e adattare le nuove regole di efficienza energetica di conseguenza. Tuttavia, è importante che le decisioni prese siano allineate agli obiettivi e agli standard dell'Unione Europea per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e riduzione delle emissioni.


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