Superbonus Giorgetti annuncia controlli sulle rendite catastali
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato il 8 ottobre l'intenzione di verificare i dati catastali per chi ha usufruito del Superbonus 110%. Tale dichiarazione ha allarmato i proprietari di immobili, poiché l'aggiornamento delle rendite catastali potrebbe comportare conseguenze fiscali, come un aumento delle imposte sugli immobili o impatti sull'ISEE. Tuttavia, questa misura era già prevista nella Legge di Bilancio 2024, che impone l'obbligo di aggiornare i dati catastali qualora i lavori di efficientamento energetico o miglioramento antisismico abbiano aumentato il valore dell'immobile.
L'aggiornamento
delle rendite catastali
L'aggiornamento delle rendite catastali significa che l'Agenzia delle Entrate verificherà se gli interventi edilizi abbiano incrementato il valore dell'immobile, con conseguente modifica della classe catastale. Ad esempio, un'abitazione che passa dalla categoria A/4 (abitazioni di tipo popolare) alla A/3 (abitazioni di tipo economico) potrebbe vedere un incremento della rendita compreso tra il 17% e il 38%. Questo aumento influenzerà in modo diverso le imposte a seconda che si tratti di prima o seconda casa: i proprietari di prime case potrebbero risentire dell'impatto sull'ISEE, mentre per le seconde case si prevede un incremento delle tasse immobiliari, come l'IMU.
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La legge di Bilancio 2024 prevede verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate sulla presentazione delle dichiarazioni di variazione della rendita catastale. Per effetto dei lavori di riqualificazione energetica, come il Superbonus 110 o l'Ecobonus 50/65, quando viene incrementato il valore dell’immobile di almeno il 15%, si dà luogo all’aggiornamento della rendita catastale, pena sanzioni pesanti per gli inadempienti che vanno da un minimo di 1.032 € ad un massimo di 8.264 €
Il Superbonus e i controlli
Il Superbonus ha coinvolto circa 500.000 edifici in Italia, tra cui condomini e abitazioni unifamiliari. I lavori coperti dal Superbonus, come il cappotto termico o la sostituzione della caldaia, spesso non comportano una variazione della pianta dell'immobile, e quindi non richiedono, in teoria, un aggiornamento catastale. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2024 obbliga i proprietari a segnalare qualsiasi variazione che comporti un aumento della rendita catastale di almeno il 15%.
Immobili fantasma e lettere di compliance
Oltre ai controlli sugli immobili che hanno usufruito del Superbonus, l'Agenzia delle Entrate si concentrerà anche sugli immobili "fantasma", ovvero quelli non registrati al catasto. I proprietari di tali immobili riceveranno lettere di compliance con l'obbligo di presentare gli atti di aggiornamento catastale entro 90 giorni. In caso di mancato adempimento, l'Agenzia procederà autonomamente all'aggiornamento dei dati catastali e applicherà sanzioni.
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Quando è obbligatorio aggiornare la rendita catastale?
L'aggiornamento della rendita catastale è obbligatorio in caso di interventi che modificano la volumetria, il numero di vani o aumentano il valore dell'immobile di almeno il 15%. Interventi minori, come la sostituzione degli infissi, non richiedono aggiornamenti catastali, a meno che non comportino un incremento significativo della rendita.
Procedura di aggiornamento
L'aggiornamento catastale deve essere richiesto attraverso un professionista abilitato entro 30 giorni dalla fine dei lavori, utilizzando il software Docfa. Questo processo è obbligatorio e il mancato rispetto comporta sanzioni. Il direttore dei lavori, inoltre, è tenuto a presentare la documentazione al Comune per chiudere la pratica di ristrutturazione, fornendo una prova dell'avvenuta presentazione della variazione catastale o una dichiarazione che confermi che i lavori non hanno comportato cambiamenti.


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