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Deposito in Regione del nuovo certificato energetico APE alla Fine dei Lavori di riqualificazione energetica
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titolo edilizio edificio (certifica la conformità per vendita ed affitto)
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verifica documentale manutenzione caldaia (DPR 74/2013)
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Interventi migliorativi per raggiungere la classe E (EPBD 2024)
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Obbligo di APE a fine lavori: cos’è e quando è richiesto
L’obbligo di redigere l'APE a fine lavori riguarda specificamente edifici sottoposti a interventi edilizi, come nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, demolizioni, ricostruzioni e riqualificazioni energetiche. In questi casi, l'APE deve essere prodotto al termine dei lavori per certificare che l'edificio rispetti i requisiti energetici previsti dal progetto originario e dalla normativa vigente.
In particolare, l’obbligo è previsto nei seguenti casi:
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Nuova costruzione: Tutti gli edifici di nuova realizzazione devono ottenere l’APE per essere dichiarati conformi agli standard energetici attuali.
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Ristrutturazioni rilevanti: Quando i lavori di ristrutturazione coinvolgono più del 25% della superficie esterna dell’edificio, o quando comportano interventi significativi sugli impianti energetici, è necessario un nuovo APE.
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Demolizione e ricostruzione: Anche in caso di demolizione e ricostruzione di un edificio, il nuovo immobile deve essere certificato dal punto di vista energetico.
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Modifiche agli impianti: L’introduzione di impianti nuovi o la sostituzione di quelli esistenti, come un nuovo sistema di riscaldamento o isolamento termico, può modificare le prestazioni energetiche dell’immobile e quindi richiedere una nuova certificazione.
Sanzioni per mancata redazione o conformità dell’APE
La mancata redazione dell’APE, o la sua non conformità alle disposizioni di legge, può comportare diverse conseguenze per i proprietari degli edifici e i professionisti coinvolti.
Impossibilità di vendere o affittare l’immobile
Senza APE, non è possibile procedere con la vendita o la locazione di un immobile. Questo perché la certificazione energetica è obbligatoria ai fini della stipula del contratto. Non fornire l’APE può quindi comportare il blocco delle operazioni immobiliari.
Sanzioni amministrative e pecuniarie
In caso di mancato rispetto dell’obbligo di redigere l’APE a fine lavori, possono essere comminate sanzioni amministrative di varia entità. Ad esempio:
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Per edifici di nuova costruzione, la mancata presentazione dell'APE comporta una sanzione pecuniaria che varia da un minimo di 3.000€ a un massimo di 18.000€, a carico del proprietario o del committente dei lavori.
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Se un'agenzia immobiliare procede alla locazione o alla vendita di un immobile senza la corretta certificazione energetica, rischia una sanzione variabile da 500€ a 3.000€.
Ruolo dell’APE negli interventi con ecobonus (installazione condizionatori con pompa di calore)
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Quando l’installazione di condizionatori a pompa di calore viene agevolata con ecobonus, è prevista la comunicazione obbligatoria all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
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La comunicazione avviene tramite compilazione di una scheda descrittiva dell’intervento (art. 6, comma 1, lett. g, DM 6 agosto 2020).
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L’APE entra direttamente nella comunicazione ENEA:
la scheda deve includere le informazioni contenute nell’Attestato di Prestazione Energetica, che vanno inserite nella sezione specifica denominata “Dati da APE”. -
Pertanto, l’APE costituisce un elemento informativo necessario ai fini della compilazione corretta della pratica ENEA quando si accede all’ecobonus.
Aspetto giurisprudenziale
Recenti sentenze della Cassazione (n. 12422/2025 e 12426/2025) ritengono che l’invio della comunicazione ENEA — e quindi anche dei dati APE — abbia finalità statistica e non sia condizione sostanziale per ottenere l’ecobonus. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate non condivide questa interpretazione e continua a considerare la comunicazione obbligatoria.
Caso diverso: Bonus ristrutturazione (art. 16-bis TUIR)
Se l’intervento è agevolato come recupero del patrimonio edilizio e non come ecobonus:
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la comunicazione ENEA non è obbligatoria,
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quindi non assume rilievo vincolante nemmeno l’inserimento dei dati APE.
L’APE:
è richiesto come fonte dati nella pratica ENEA quando si utilizza l’ecobonus;
i suoi dati devono essere riportati nella sezione dedicata della scheda descrittiva;
la sua rilevanza è legata agli obblighi di comunicazione ENEA, oggi oggetto di dibattito giurisprudenziale.
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Che cos'è la certificazione energetica APE
La certificazione energetica APE è un documento essenziale per attestare l'efficienza energetica di un edificio dopo aver effettuato lavori di ristrutturazione. Questo documento fornisce informazioni dettagliate sulle prestazioni energetiche dell'immobile, consentendo di valutare il consumo energetico e le emissioni di CO2. È importante ottenere la certificazione energetica APE per essere in regola con la normativa vigente.
Normative di riferimento
Dopo aver completato i lavori di ristrutturazione o interventi di efficientamento energetico, è importante ricordare che è obbligatorio ottenere una nuova Certificazione Energetica APE per il proprio immobile. Infatti, nel rispetto delle normative di riferimento, è fondamentale essere in regola e garantire la corretta valutazione delle prestazioni energetiche dell'edificio. Affidati ad un nostro tecnico certificatore qualificato per effettuare l'aggiornamento dell'APE e assicurati di far inviare la documentazione richiesta agli enti competenti per evitare sanzioni (Ci pensiamo noi a comunicare alla Regione la nuova classe energetica del tuo immobile). Cerca di essere consapevole delle tue responsabilità come proprietario e segui tutte le procedure necessarie per essere conformi alla legge.
Requisiti e scadenze per la certificazione energetica APE dopo i lavori
Dopo aver completato i lavori di ristrutturazione Edile o di riqualificazione Energetica del tuo immobile, è fondamentale assicurarti di essere in regola con la certificazione energetica APE. I requisiti e le scadenze per ottenere questa certificazione variano a seconda del tipo di intervento effettuato e delle caratteristiche dell'edificio. È importante consultare un nostro tecnico specializzato per assicurarti di seguire correttamente tutte le procedure e garantire il rispetto delle normative vigenti. Non trascurare questo importante passaggio per evitare sanzioni e poter godere di un ambiente domestico più efficiente dal punto di vista energetico.
Quali interventi richiedono la nuova certificazione energetica APE alla Fine dei lavori
Gli interventi che richiedono la certificazione energetica APE alla fine dei lavori sono quelli che comportano modifiche che incidono sull'efficienza energetica di un edificio. Tra questi interventi ci sono ad esempio l'installazione di nuovi impianti di riscaldamento o di climatizzazione, l'isolamento termico delle pareti esterne, la sostituzione dei serramenti con modelli più efficienti dal punto di vista energetico, la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e molte altre modifiche che possono contribuire a rendere un edificio più sostenibile dal punto di vista energetico. È importante essere consapevoli di quali interventi richiedono la certificazione energetica APE per evitare sanzioni e essere in regola con le normative vigenti.
Ruolo del tecnico abilitato nella certificazione energetica APE dopo i lavori
Il ruolo del tecnico abilitato nella certificazione energetica APE dopo i lavori è di fondamentale importanza per garantire la conformità agli standard richiesti. Dopo aver completato i lavori di ristrutturazione o miglioramento energetico di un edificio, è necessario che un tecnico abilitato proceda con l'aggiornamento dell'Attestato di Prestazione Energetica. Questo documento attesta l'efficienza energetica dell'edificio e deve essere adeguatamente modificato per riflettere le migliorie apportate. Il tecnico abilitato svolge dunque un ruolo di controllo e certificazione, verificando che gli interventi realizzati rispettino le normative vigenti e contribuiscano a una maggiore efficienza energetica dell'immobile. Grazie alla sua competenza e professionalità, il tecnico abilitato garantisce la validità e la conformità dell'APE dopo i lavori, essenziali per essere in regola con le normative energetiche.
Procedura per ottenere la certificazione energetica APE dopo i lavori
Una volta completati i lavori di ristrutturazione che hanno migliorato l'efficienza energetica del tuo immobile, è essenziale procedere con l'ottenimento della certificazione energetica APE aggiornata. La procedura per ottenere questo importante documento è piuttosto semplice ma necessita di attenzione ai dettagli. È fondamentale contattare un tecnico abilitato che possa valutare gli interventi effettuati e compilare il nuovo attestato di prestazione energetica. Ricorda che la certificazione APE è obbligatoria per essere in regola con le normative vigenti e poter usufruire di eventuali incentivi fiscali. Non trascurare questo passaggio importante per garantire la conformità del tuo immobile alle norme sulla sicurezza e sull'efficienza energetica, cosa aspetti..
Sanzioni e conseguenze in caso di mancato possesso della certificazione energetica APE dopo aver finito i lavori
In caso di mancato possesso della certificazione energetica APE dopo aver effettuato lavori di ristrutturazione, si rischia di incorrere in sanzioni pecuniarie significative. È fondamentale essere in regola con la normativa vigente per evitare conseguenze legali e per garantire la corretta valutazione dell'efficienza energetica dell'edificio. Non trascurare questo aspetto può portare non solo a sanzioni economiche, ma anche a possibili problemi durante la compravendita dell'immobile o nel caso di richiesta di finanziamenti pubblici. Inoltre, la mancata certificazione energetica APE potrebbe tradursi in un'inefficienza nell'utilizzo delle risorse energetiche, con conseguenti impatti negativi sull'ambiente e sul benessere abitativo. Pertanto, è essenziale adempiere agli obblighi normativi e ottenere la certificazione energetica APE dopo i lavori per essere in regola e favorire la sostenibilità energetica dell'edificio.
Normative vigenti sulle sanzioni in caso di inadempienza
Art.119 c.3 Ai fini dell'accesso alla detrazione, gli interventi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo devono rispettare i requisiti minimi ... e, nel loro complesso, devono assicurare, anche congiuntamente agli interventi di cui ai commi 5 e 6 del presente articolo, il miglioramento della classe energetica dell’edificio o delle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari ... da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.), di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, prima e dopo l’intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.
Scadenze e revisione periodica della certificazione energetica APE dopo i lavori
La certificazione energetica APE è un documento obbligatorio che attesta l'efficienza energetica di un edificio. Dopo aver effettuato dei lavori di miglioramento dell'efficienza energetica, è necessario aggiornare il proprio APE entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Inoltre, è importante ricordare che la certificazione energetica deve essere rivista periodicamente ogni 10 anni o in caso di interventi che possano influenzare le prestazioni energetiche dell'edificio. Assicurarsi di rispettare le scadenze e di tenere sempre aggiornata la propria certificazione energetica è fondamentale per essere in regola con la normativa vigente. Se non lo hai ancora fatto, richiedilo subito
Conclusioni sulla certificazione energetica APE dopo i lavori
Dopo aver completato i lavori di ristrutturazione della propria abitazione, è fondamentale assicurarsi di essere in regola con la certificazione energetica APE. Si tratta di un documento indispensabile per attestare l'efficienza energetica dell'edificio e garantire il rispetto delle normative vigenti. Prima di procedere con la richiesta del certificato, è importante verificare che tutti i lavori eseguiti siano conformi alle normative energeticamente efficienti e che siano stati inseriti nel progetto dell'edificio. Solo così si potrà ottenere una certificazione APE che rispecchi la effettiva efficienza energetica dell'immobile e si potrà godere dei benefici fiscali previsti per gli interventi di riqualificazione. In conclusione, essere in regola con la certificazione energetica APE dopo i lavori è un passo fondamentale per garantire il comfort abitativo e contribuire alla sostenibilità ambientale.
Il Certificato ape per l'affitto breve
L'Attestato di prestazione energetica ape online
Gli ape potrebbero diventare titoli negoziabili per gli edifici
Il Certificato energetico ape per l'affitto: costi e procedure
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Chi paga la certificazione energetica ape?
Rinnovo contratto di affitto: se il certificato ape è scaduto va rifatto
Qual'è La validità della tua certificazione energetica ape
L' Ape scaduto va rifatto se il contratto di locazione si rinnova
La direttiva case green e il nuovo modello ape 2026
Certificato energetico ape: obbligatorie le raccomandazioni per migliorare la classe energetica
Cos'è l'attestato di prestazione energetica ape
Il sopralluogo per raccogliere i dati dell immobile e redigere l'ape
La trasmissione telematica dell'attestato ape obbligatoria
L'agenzia immobiliare ed il certificato energetico ape
Case green, l’Italia è in ritardo: scatta la procedura di infrazione
ll problema riguarda la mancata presentazione, entro il 31 dicembre 2025, dei piani nazionali di ristrutturazione edilizia, fondamentali per migliorare la prestazione energetica degli edifici e la relativa certificazione energetica (APE).
Questi piani sono strumenti strategici per ridurre i consumi energetici del patrimonio immobiliare, con obiettivi chiari:
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riduzione dei consumi del 16% entro il 2030
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riduzione del 20-22% entro il 2035
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decarbonizzazione completa entro il 2050
Il raggiungimento di questi target implica interventi diffusi di efficientamento energetico, riqualificazione degli edifici e miglioramento della classe energetica, elementi che incidono direttamente sulla qualità degli immobili e sul valore degli APE.
L’Italia, insieme ad altri 18 Paesi, non ha ancora inviato il proprio piano, motivo per cui Bruxelles ha avviato una procedura formale, concedendo due mesi per fornire una risposta. In assenza di chiarimenti, si rischia un ulteriore passo nella procedura di infrazione.
La direttiva EPBD punta a trasformare il patrimonio immobiliare europeo in un sistema ad alte prestazioni energetiche, dove la certificazione energetica e il monitoraggio dei consumi diventano strumenti centrali per guidare gli interventi.
In sintesi, il ritardo italiano rallenta il percorso verso edifici più sostenibili ed efficienti, con impatti diretti su classe energetica, APE e riqualificazione energetica, sempre più centrali nel mercato immobiliare e nelle politiche europee.
Bonus casa più poveri del 25% nelle dichiarazioni del 2026
Un forte calo degli investimenti nei bonus casa nel 2025, con una riduzione del 25% rispetto al 2024: la spesa scende da 42,8 a 32,1 miliardi di euro. Questo rallentamento riguarda sia gli interventi di ristrutturazione sia quelli legati al miglioramento dell’efficienza energetica e della classe energetica degli edifici, spesso certificata tramite APE (Attestato di Prestazione Energetica).
Tra le principali cause del calo:
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riduzione delle detrazioni (50% solo per prima casa, 36% per altri immobili)
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fine progressiva del superbonus 110%
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blocco della cessione del credito
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esclusione delle caldaie a condensazione dagli incentivi
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limiti per contribuenti con redditi sopra i 75.000 euro
Questi cambiamenti hanno ridotto l’interesse per interventi di riqualificazione energetica, fondamentali per migliorare la prestazione energetica degli immobili e ottenere classi energetiche più elevate (es. da G a C o A).
Il mercato sembra quindi uscire dalla fase di forte espansione post-Covid, quando molti proprietari avevano anticipato lavori per sfruttare incentivi più vantaggiosi, spesso legati anche alla certificazione energetica e all’aumento del valore immobiliare.
I dati saranno visibili nelle dichiarazioni dei redditi 2026 (anno fiscale 2025), alimentate dalle comunicazioni di banche e amministratori di condominio sui bonifici “parlanti”. Tuttavia, si prevede una riduzione anche nel numero di interventi registrati, inclusi quelli su parti comuni condominiali che incidono sull’efficienza energetica globale degli edifici.
Casa green, l’Europa punta sugli sportelli unici: meno frammentazione, più assistenza ai proprietari
La nuova strategia dell’Unione europea per accelerare la transizione verso edifici più sostenibili, puntando sugli sportelli unici come strumento di supporto per i proprietari nelle ristrutturazioni. L’obiettivo è facilitare gli interventi di riqualificazione energetica e migliorare la prestazione energetica degli edifici, certificata attraverso l’APE (Attestato di Prestazione Energetica).
Gli sportelli unici, previsti dalla direttiva Case Green (EPBD), offriranno assistenza completa – tecnica, amministrativa e finanziaria – lungo tutto il percorso: dalla diagnosi energetica iniziale fino alla realizzazione degli interventi che permettono il salto di classe energetica (ad esempio da F o G verso classi più efficienti come C o A).
Questa iniziativa nasce dalla difficoltà attuale: circa il 75% degli edifici europei ha una bassa efficienza energetica e il tasso di ristrutturazione è ancora molto basso. Gli sportelli serviranno quindi a semplificare un processo oggi complesso, aiutando cittadini, condomìni e professionisti a orientarsi tra normative, incentivi e interventi migliorativi legati anche alla certificazione energetica.
Dal punto di vista operativo, gli Stati dovranno garantire una presenza capillare degli sportelli sul territorio (fisici o digitali), in grado di fornire supporto su aspetti tecnici, accesso agli incentivi e scelta degli interventi più efficaci per migliorare l’efficienza energetica degli immobili.
Per l’Italia, il tema è particolarmente rilevante: gran parte del patrimonio edilizio è obsoleto e una quota significativa degli edifici si trova ancora nelle classi energetiche più basse (F e G). Migliorare questi immobili richiede investimenti elevati (anche 35.000–60.000 euro per unità), rendendo fondamentale un sistema di assistenza efficace.
In sintesi, gli sportelli unici rappresentano uno strumento chiave per rendere più accessibili gli interventi di riqualificazione energetica, favorire il miglioramento della classe energetica e degli APE, e accompagnare cittadini e operatori verso edifici più efficienti e sostenibili.
Bonus edilizi al 50% ancora per quest’anno
Il 2026 sarà probabilmente l’ultimo anno con detrazioni al 50% per molti interventi legati ai bonus edilizi, tra cui Bonus casa ed Ecobonus, strumenti fondamentali anche per migliorare l’efficienza energetica e la classe energetica degli immobili, certificata tramite APE.
Dal 2027 le aliquote scenderanno al 36% e successivamente al 30%, rendendo il 2026 un anno strategico per realizzare interventi di riqualificazione energetica (ad esempio isolamento, impianti più efficienti, miglioramento della prestazione energetica).
Per quanto riguarda il bonus mobili, resta al 50% nel 2026 ma con limite di 5.000 euro. Tuttavia, non è più collegabile alla sostituzione di caldaie a gas, intervento escluso dagli incentivi perché meno rilevante in termini di efficientamento energetico e miglioramento della classe energetica APE.
Anche i cosiddetti bonus acquisti (immobili ristrutturati o antisismici) restano al 50% solo se l’immobile viene destinato ad abitazione principale; negli altri casi si applica il 36%. Questi immobili risultano spesso più performanti dal punto di vista della prestazione energetica, con classi energetiche più elevate e maggiore valore di mercato.
È invece terminato il bonus barriere al 75%, ma gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche restano agevolabili tramite il Bonus casa, con aliquote del 50% o 36%.
In sintesi, il 2026 rappresenta un momento chiave per sfruttare le detrazioni più alte e realizzare interventi che migliorano APE, classe energetica ed efficienza energetica, prima della riduzione progressiva degli incentivi prevista nei prossimi anni.
L'Ape non può essere redatto dallo staff del costruttore
L’articolo 2 del D.P.R. 75/2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 giugno 2013, nel ribadire che il tecnico certificatore deve garantire indipendenza e imparzialità di giudizio, prevede che lo stesso, al momento della sottoscrizione dell’attestato di prestazione energetica, dichiari — nel caso di edifici esistenti — l’assenza di conflitti di interesse. Tale condizione si intende come mancanza di coinvolgimento diretto o indiretto con i produttori dei materiali e dei componenti utilizzati nell’edificio, nonché, più in generale, con il costruttore e/o il venditore dell’immobile.
Il notaio, in sede di rogito, è pertanto tenuto a verificare che l’attestato di prestazione energetica sia conforme ai requisiti minimi previsti dalla normativa, inclusa la presenza della suddetta dichiarazione. Ne consegue che la redazione e la sottoscrizione dell’attestato non possono essere effettuate da un soggetto dipendente della ditta costruttrice.
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