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Attestato di Prestazione Energetica APE in Puglia
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La Certificazione Energetica APE in Puglia
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Con Determinazione Dirigenziale n. 8 del 23 gennaio 2020, la Dirigente della Sezione Infrastrutture Energetiche e Digitali del Dipartimento Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione, Formazione e Lavoro ha ordinato l'attivazione del catasto regionale degli attestati di prestazione energetica (APE) della Regione Puglia, conformemente all'art. 1 della L.R. n.36 del 5 dicembre 2016, utilizzando la piattaforma "APE Puglia" accessibile attraverso il portale informatico "Sistema Puglia".
Nel contempo, è stata autorizzata la Guida online, "Guida per la fruizione del Sistema Informativo della Regione Puglia per la gestione degli Attestati di Prestazione Energetica degli edifici "APE Puglia", consultabile tramite il link specifico presente sul portale "Sistema Puglia".
La Fase 1 di Accreditamento dei soggetti certificatori sulla piattaforma "APE Puglia" è attiva dal 5 febbraio 2020 ed è accessibile tramite il portale "Sistema Puglia".
La successiva Fase 2, relativa al Rilascio e alla trasmissione degli attestati di prestazione energetica (APE), è iniziata quindici giorni dopo l'avvio della fase di accreditamento.
Il rilascio e la trasmissione dei certificati avviene esclusivamente tramite la procedura online del Sistema informativo disponibile sul portale "Sistema Puglia", mentre non è più valida la precedente modalità di trasmissione attraverso PEC.
Quando è obbligatorio l’APE
Nuove costruzioni
Gli edifici di nuova realizzazione devono essere dotati di APE a cura del costruttore.
Ristrutturazioni e interventi edilizi
L’APE è richiesto, a carico del proprietario o del detentore dell’immobile, nei seguenti casi:
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ristrutturazioni edilizie;
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ampliamenti volumetrici;
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recupero dei sottotetti a fini abitativi;
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installazione di nuovi impianti termici.
Edifici pubblici
Per immobili pubblici o destinati a uso pubblico, la certificazione energetica è necessaria anche in occasione della stipula o del rinnovo di contratti relativi alla gestione degli edifici o degli impianti termici.
L’APE deve essere esposto in un punto ben visibile al pubblico.
Compravendita e locazione
Il Regolamento regionale non introduce obblighi specifici per vendita o locazione. Si applica quindi la normativa nazionale (D.Lgs. 192/2005), che impone l’APE in caso di:
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vendita;
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trasferimento a titolo gratuito;
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locazione.
Il proprietario deve mettere l’attestato a disposizione dell’acquirente o del conduttore già in fase di trattativa e consegnarlo al termine della stessa.
Immobili esclusi dall’obbligo
Non è richiesta la certificazione per:
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box, cantine, autorimesse e depositi;
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strutture stagionali a copertura di impianti sportivi;
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fabbricati isolati con superficie utile inferiore a 50 mq;
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immobili tutelati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio;
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edifici di valore storico o culturale, qualora l’adeguamento energetico ne alteri in modo sostanziale il carattere;
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fabbricati industriali, artigianali o agricoli non residenziali riscaldati per esigenze produttive;
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impianti legati al ciclo produttivo, anche se parzialmente utilizzati per usi civili.
Durata e aggiornamento dell’APE
L’APE ha validità massima di 10 anni, ma deve essere aggiornato in caso di:
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interventi di riqualificazione che interessino almeno il 25% dell’involucro edilizio;
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miglioramenti agli impianti di climatizzazione o produzione di acqua calda con aumento di rendimento di almeno 5 punti percentuali;
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modifiche impiantistiche che possano ridurre la prestazione energetica.
La validità è subordinata al rispetto delle verifiche periodiche di efficienza energetica degli impianti. In caso di mancato rispetto, l’attestato decade il 31 dicembre dell’anno successivo alla scadenza non osservata. I libretti di impianto devono essere allegati all’APE.
Controlli
La Regione può effettuare verifiche sulla correttezza degli attestati, richiedendo documentazione ai Comuni e avvalendosi di supporto tecnico.
I controlli possono essere attivati anche su richiesta di Comune, proprietario, acquirente o locatario; in tal caso, i costi sono a carico dei richiedenti.
Catasto regionale
Gli APE devono essere registrati nel Catasto regionale delle certificazioni energetiche, istituito presso la Regione Puglia. Alla data di febbraio 2010 il Catasto non risultava ancora operativo; il suo funzionamento sarà disciplinato da apposita delibera della Giunta regionale.
Modello di attestato
L’APE deve essere redatto secondo il modello previsto dalle Linee guida nazionali emanate con il D.M. 26 giugno 2009.
Accreditamento dei certificatori
L’attestato è valido solo se rilasciato da un soggetto abilitato. Il Regolamento regionale aveva previsto un sistema di accreditamento, ma con sentenza n. 2426/2010 il TAR Puglia ha annullato alcune disposizioni (artt. 7, 8, 9 e 12) perché in contrasto con la normativa statale.
A seguito della decisione, la Regione ha sospeso la gestione dell’elenco regionale dei certificatori e sta predisponendo una nuova procedura. Attualmente non è prevista l’iscrizione a un elenco regionale.
I professionisti iscritti ai rispettivi ordini, nei limiti delle proprie competenze, possono trasmettere gli attestati alla Regione Puglia tramite PEC all’indirizzo: ufficio.energia@pec.rupar.puglia.it.
Il mercato Immobiliare in Puglia
Nel 2025 il mercato immobiliare residenziale in Puglia torna a crescere, registrando un aumento delle compravendite del 6,4% nei primi nove mesi dell’anno. Si tratta di un segnale positivo dopo la fase di rallentamento, anche se la regione si colloca solo al 15° posto a livello nazionale per variazione percentuale, al di sotto della media italiana (+9,1%).
Il dato conferma un mercato in ripresa ma con un andamento più prudente rispetto ad altre aree del Paese. La crescita appare infatti graduale, in un contesto economico ancora in fase di consolidamento e con acquirenti più selettivi.
Le dinamiche nei capoluoghi
L’analisi territoriale evidenzia differenze marcate.
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Taranto guida la crescita con un +15,4%, il risultato più brillante in regione, favorito anche da interventi di riqualificazione urbana e da un rinnovato interesse per alcune aree cittadine.
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Lecce segna un +7,2%, confermando una tendenza positiva sostenuta dal turismo e dalla domanda di seconde case.
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Bari, pur restando il mercato più rilevante per volumi e valori, cresce solo dell’1,5%, mostrando una fase di stabilizzazione più che di espansione.
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Brindisi (+3,2%) e Foggia (+2,9%) evidenziano incrementi moderati.
Nel complesso, la Puglia si configura come un mercato in evoluzione, con una ripresa concreta ma differenziata tra territori. Pesano fattori come il miglioramento delle infrastrutture, la crescente attenzione per immobili ad alta efficienza energetica e una domanda orientata più alla qualità che al semplice contenimento dei prezzi.
Mutui: cresce la presenza di stranieri
In Puglia la maggior parte dei mutui (93,2%) è ancora erogata a cittadini italiani, ma aumenta la quota di richiedenti stranieri: il 3,6% è rappresentato da cittadini europei e il 3,3% da extraeuropei. Tra le nazionalità più presenti figurano rumeni, albanesi e moldavi; tra i non europei prevalgono richiedenti provenienti dall’Asia, seguiti da latinoamericani e africani.
Profilo anagrafico e lavorativo
L’età media dei mutuatari nel 2025 è di 38,7 anni.
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38,9% ha tra 18 e 34 anni;
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35,8% tra 35 e 44 anni;
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17% tra 45 e 54 anni;
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5,7% tra 55 e 64 anni;
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2,6% oltre i 65 anni.
Dal punto di vista occupazionale, l’83,1% dei finanziamenti riguarda lavoratori con contratto stabile o pensionati, mentre il 9,9% è costituito da autonomi e liberi professionisti e il 6,3% da lavoratori a tempo determinato. La stabilità reddituale rimane quindi un requisito centrale per l’accesso al credito.
Importi medi e valori immobiliari
Nel 2025 l’importo medio richiesto per un mutuo in Puglia è pari a 121.279 euro, in crescita del 3% rispetto al 2024. Il valore medio degli immobili si attesta a 182.548 euro (+2%).
A livello provinciale:
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Bari e Barletta-Andria-Trani registrano le richieste più elevate (124.021 euro);
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seguono Brindisi (111.252 euro), Lecce (110.840 euro) e Foggia (110.710 euro);
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chiude Taranto con 103.100 euro.
Surroghe e tassi di interesse
Le surroghe rappresentano il 28% delle richieste complessive, segno che molti mutuatari stanno rinegoziando condizioni più vantaggiose.
Nel 2025 i mutui a tasso fisso restano preferiti, ma risultano più costosi a causa dell’andamento dell’IRS. I tassi variabili, invece, sono tornati competitivi grazie alla riduzione dell’Euribor e ai tagli della BCE.
Per un mutuo medio di 126.000 euro a 25 anni (LTV 70%), le migliori offerte online indicano:
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TAN 2,92% per il tasso fisso (rata circa 592 euro);
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TAN 2,33% per il variabile (rata circa 554 euro).
In sintesi, il mercato pugliese mostra segnali concreti di ripresa, sostenuto da condizioni creditizie più favorevoli e da un ritorno di fiducia, soprattutto tra i giovani acquirenti. La crescita è reale ma procede con prudenza, richiedendo analisi attente e strategie mirate.



































































































